Network

Questo network unisce ricercatori che si trovano in diverse fasi della loro carriera nei campi della archeologia molecolare, epidemiologia nutrizionale, zooarcheologia, storia della medicina e archeologia dei manufatti. Ogni ricercatore indaga le relazioni tra cibo, salute, religione, status sociale, migrazioni e identità, da diversi punti di vista all’interno di ogni disciplina, avendo allo stesso tempo la possibilità di creare un coinvolgimento multidisciplinare. La ricerca sulla dieta moderna ha il potenziale di illuminare la ricerca sulla dieta del passato ed in cambio, l’apporto del punto di vista storico, permette di analizzare gli effetti della percezione culturale delle pratiche alimentari. I membri del pubblico si sentono in qualche modo indottrinati da nutrizionisti e operatori sanitari. Questo network mira ad esplorare questa quasi religiosa retorica della costruzione della conoscenza sul cibo nel contesto di una crescente ansietà legata alla insicurezza alimentare e all’ obesità infantile. La conoscenza del grande pubblico riguardo la scienza archeologica è cresciuta fortemente nel 2013 dopo la scoperta del corpo del Re Riccardo III, ma c’è spazio per migliorare la consapevolezza delle persone circa le sfide e le opportunità che forniscono i metodi archeologici, sopratutto nell’area della salute e della nutrizione. Questo network creerà un ambiente rinvigorente teso allo scambio e disseminazione della ricerca sulla dieta, basandosi sull’approfondito conoscimento dei metodi inter-disciplinari.

I ricercatori che operano nel campo delle Arti e dell’Umanistica contribuiscono alla scienza fornendo un approccio longitudinale alle credenze e ai sistemi della conoscenza. Gli scienziati contribuiscono alle Arti e all’Umanistica dimostrando come il moderno conoscimento del corpo influenzi ciò che possiamo imparare sulla vita nel passato. Gli archeologi – spesso coinvolti sia in ricerca storica che in laboratorio – godono di una posizione privilegiata per riunire le arti e la scienza.

Il network é composto da tre borse di studio basate ognuna in una delle tre università aderenti al White Rose Consortium. Alice Toso (Università di York) lavora su ‘Cibo e fede nella penisola iberica medievale’, Holly Hunt-Watts (Università di Leeds) lavora su ‘Cibo e apporto nutritivo nelle famiglie a basso reddito’ e Veronica Aniceti (Università di Sheffield) lavora su ‘Allevamento animale in Sicilia durante la transizione islamico-cristiana’.

Per saperne di più riguardo il White Rose Consortium Networks potete visitare http://www.whiterose.ac.uk/studentships/faith-in-food-and-food-in-faith-interdisciplinary-perspectives-on-dietary-practice/

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