Winter school in Grosseto: una bellissima esperienza d’insegnamento!

Si, lo so… è colpa mia! È passato molto tempo dall’ultima volta che ho scritto un post su questo blog. L’analisi dei campioni faunistici in Sicilia sta procedendo bene e credo di aver finalmente raccolto la maggior parte dei dati quindi… Sheffield, sto tornando!

Sfortunatamente, come già sapete, la mia raccolta dati non interessa solo la città di Palermo e per tale motivo ho spesso necessità di muovermi da un posto all’altro. Necessito ogni volta di un po’ di tempo per riabituarmi e per sentirmi ancora una volta ‘a casa’ ma fino ad adesso mi sono adattata senza troppi problemi. Oltre a ciò, solo raramente ho avuto una connessione internet stabile… insomma, per tutte queste motivazioni sono stata assente per un periodo così lungo. Scusatemi ancora! Parlando del dottorato… tutti questi innumerevoli viaggi in Sicilia sono stati davvero utili e produttivi… amdare a caccia di ossa animali da scavi archeologici è un’attività divertente: dovreste provare! Durante la vostra personale odissea siciliana potete sempre fare una pausa gustandovi il buonissimo cibo dell’isola, oltre a visitare meravigliosi siti archeologici. Dunque, tornando a noi… adesso che sono stabile a Palermo, almeno per un limitato periodo, voglio cogliere l’occasione per raccontarvi di una piccola esperienza d’insegnamento presso l’Università di Grosseto, in Toscana, avvenuta durante le prime settimane di Febbraio.

thumb_IMG_0517_1024Da gennaio 2015 partecipo come insegnante ad una serie di seminari ed incontri organizzati dal progetto archeologico Alberese. Le linee di ricerca di questa associazione culturale si prefiggono di ricostruire le dinamiche di sviluppo e di commercio degli insediamenti nella Toscana meridionale tra il periodo Repubblicano e la tarda antichità. I seminari vengono svolti sia nel periodo invernale (Gennaio-Febbraio) che in estate (Luglio-Agosto). L’idea alla base di questo progetto è di introdurre un determinato numero di studenti allo studio ed analisi della cultura materiale archeologica, come la ceramica, i vetri, gli small finds e gli ossi animali ed umani. Tutto il materiale archeologico analizzato nelle quattro settimane della Winter School è stato raccolto durante le ultime campagne di scavo che hanno interessato i siti di Scoglietto e di Spolverino (Alberese, Grosseto). Questi ultimi sono due siti romani ubicati vicino alla foce del fiume Ombrone, all’interno del Parco Naturale della Maremma. Recentemente, le indagini archeologiche presso il sito romano di Umbro Flumen hanno portato alla luce interessanti evidenze archeologiche, oltre a una notevole quantità di materiali che sono stati attentamente analizzati e studiati dagli studenti. Poiché l’associazione culturale ha stabilito, ormai da molto tempo, una convenzione con l’Università del Queensland in Australia, tutti i partecipanti provengono da questa istituzione.

Tornando però alla sessione dedicata allo studio ed analisi zooarcheologica… sono riuscita ad ottenere alcune casse di ossa (provenienti dal Dipartimento di Archeologia di Siena) appartenenti a diverse specie animali, da utilizzare come materiale di referenza e per esercitazioni varie. Ho deciso di dividere le mie lezioni in due sessioni: una teorica ed una pratica. Dopo aver introdotto le innumerevoli definizioni della zooarcheologia, mi sono soffermata sulle diverse discipline che si inseriscono nello studio delle ossa animali come la tafonomia, la tassonomia, la zoologia e l’ecologia animale. È stata una sessione piuttosto lunga e la stanchezza negli occhi degli studenti era evidente…per tale motivo ho pensato di ravvivare l’atmosfera inziando una sessione pratica.

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Abbiamo inziato a guardare insieme le ossa e la loro diversa struttura cercando di classificare gli elementi in ossa piatte, lunghe e dividendo le vertebre e le coste. Ci siamo divertiti molto anche se questa atmosfera di serenità è stata smorzata dalla mia notizia di un test sulle ossa a fine corso. Ho percepito il panico nei loro occhi ma ho saputo immediatamente rimediare mostrando loro il fantastico premio che potevano vincere: dei tatuaggi temporanei a forma di animali!Giorno dopo giorno gli studenti hanno sviluppato una forte capacità nel processo di identificazione anatomica delle ossa ma anche nello stimare l’età di morte guardando sia lo stadio di fusione delle epifisi che l’usura dentaria. Oltre a ciò, ho dedicato una sessione alla ricostruzione di un intero scheletro animale… sono riusciti da soli a ricomporre lo scheletro di un maiale, un cane e una pecora!

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Durante l’ultimo giorno, come accennato sopra, gli studenti hanno fatto il test. Li ho divisi in tre gruppi. Sono rimasta felicemente sconvolta nel vedere che, tralasciando alcune sviste, tutte le risposte erano corrette. Non riuscivo a smettere di sorridere. Alla fine del giorno, come promesso, ho regalato il premio tanto ambito agli studenti… bhe, sì devo ammetterlo: un tatuaggio me lo sono fatto anch’io!

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Questa esperienza mi ha fatto riflettere più e più volte sull’importanza e sulle conseguenze, sia positive che negative, di diversi approcci all’ insegnamento. Sono fermamente convinta che, di tanto in tanto, ridere faccia bene… sì, anche quando si fa lezione. Sono anche abbastanza sicura che questo tipo di approccio prevenga il rischio di essere percepito come un qualcosa di estraneo al gruppo di studenti ai quali si sta insegnando o, meglio, trasmettendo qualcosa. Questo non significa che il professore o l’insegnante di turno debba essere il classico amicone dei suoi studenti… significa soltanto che i ragazzi hanno bisogno di realizzare che davanti ai loro occhi c’è qualcuno che si ricorda benissimo cosa significhi essere studenti e soprattutto cosa significhi essere giovane. E, poiché sono ancora una studentessa (sull’aggettivo giovane sorvolo volontariamente), voglio essere consapevole di questi pensieri.

Più tatuaggi temporanei avrai, più risposte corrette troverai!

Veronica

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